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Cosa Sono i Metadati

Le notizie degli ultimi mesi hanno portato all’attenzione del grande pubblico un concetto finora conosciuto solo agli addetti ai lavori, quello di Metadati.

Lo scandalo sul programma di sorveglianza di massa della NSA venuto alla luce dopo le rivelazioni di Edward Snowden e pubblicato dal The Guardian, ribattezzato dalla stampa italiana “caso Datagate”, ha portato alla scoperta della raccolta segreta da parte della National Security Agency di dati riguardanti le comunicazioni dei cittadini degli Stati Uniti e di altri paesi europei e non. Tralasciando le conseguenze sulla (mancanza di) privacy per i cittadini, l’aspetto più interessante è che le informazioni raccolte dall’Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana erano i metadati relativi alle comunicazioni. Ma cosa significa concretamente? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro e stabilire cosa sono i Metadati. Come alcuni sanno già, i Metadati sono dati che descrivono altri dati in un determinato contesto e possono essere utilizzati per vari scopi.

I Metadati di tipo strutturale descrivono la struttura dei documenti e le relazioni tra le parti, i Metadati descrittivi servono per l’identificazione e l’individuazione degli oggetti digitali, mentre i Metadati Amministrativi e gestionali sono usati per la gestione degli archivi digitali. Per fare un esempio classico nel suo genere, all’interno del catalogo di una biblioteca, la scheda di un libro contiene vari metadati: autore, titolo, editore, anno di pubblicazione, collocazione del libro e così via. Lo stesso concetto si applica ad altre risorse, come comunicazioni telefoniche, via mail e così via. Ad esempio nel caso di una comunicazione telefonica, ad essere coinvolte sono varie informazioni: il numero del chiamante, la sua posizione geografica e la cella a cui si è collegato il telefono, il suo gestore, il numero chiamato, data e ora, eventuali spostamenti nel corso della chiamata e altro. Insomma, quasi tutto tranne il contenuto della chiamata. Un pò di tempo fa è stato pubblicato su Nature un articolo che analizza in modo più dettagliato quali dati è possibile recuperare tramite i metadati delle conversazioni telefoniche.

Si tratta di dettagli di minore importanza e la privacy degli utenti si può considerare salva come sostengono alcuni? Non è esattamente così. Dall’elaborazione di questi dati e dalla loro intersezione con altri dati si possono dedurre moltissime informazioni. Per esempio se qualcuno chiama spesso un numero per il supporto contro l’alcoolismo o la violenza domestica, si può desumere l’esistenza di una dipendenza o una situazione di abuso, così come se lo stesso utente chiama spesso lo stesso numero nel cuore della notte si può ipotizzare una relazione, magari extraconiugale. Dai dati del GPS incorporato nel telefono inoltre si possono tracciare tutti gli spostamenti del soggetto, in ogni momento del giorno o della notte. Incrociando tutti i dati a disposizione su un unico utente con quelli degli altri utenti con cui è in contatto, i dati si moltiplicano e si completano.

I motivi per preoccuparsi per la propria privacy quindi non mancano. Per chi volesse avere un’idea anche se in scala ridotta, dei dati accessibili su di noi, può consultare Immersion, un’applicazione web sviluppata dal MIT di Boston.

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